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Al Museo Civico della Paglia di Signa il convegno “Fili di memoria, trame di futuro” in occasione delle celebrazioni per i 130 anni dallo sciopero delle trecciaiole
Il sindaco Fossi: “Le trecciaiole presero coscienza del proprio valore”
L’assessora regionale Manetti: “La loro storia parla ancora al presente”
A centotrent’anni dallo sciopero delle trecciaiole, il Museo Civico della Paglia di Signa ha ospitato oggi il convegno “Fili di memoria, trame di futuro”, secondo appuntamento del percorso culturale promosso dall’Associazione Museo della Paglia e dell’Intreccio Domenico Michelacci insieme ai Comuni di Signa, Lastra a Signa e Scandicci per ricordare una delle più importanti mobilitazioni femminili della Toscana di fine Ottocento.
L’iniziativa, molto partecipata, si è aperta con il taglio del nastro della mostra, a cura di Alessandro Innocenti, dedicata alla vicenda storica delle trecciaiole e con le letture di Manola Nifosì del Centro Iniziative Teatrali, che ha proposto alcuni estratti degli articoli pubblicati da “La Nazione” nel maggio del 1896, quando il quotidiano fiorentino seguì da vicino le giornate dello sciopero.
Dopo i saluti istituzionali del sindaco di Signa Giampiero Fossi, della vicesindaco di Campi Bisenzio Federica Petti, del sindaco di Lastra a Signa Emanuele Caporaso insieme all’assessore Massimo Galli e della consigliera comunale del Comune di Scandicci Fiorella Soldi, guidati dalla presidente dell’associazione Angelita Benelli, sono intervenuti la consigliera regionale alla cultura Cristina Manetti, lo storico Fabrizio Nucci con un approfondimento dedicato a Ippolito Niccolini, la storica Alessandra Pescarolo sul tema del “proletariato invisibile”, l’avvocato Gaetano Pacchi con una relazione su Pescetti, l’avvocato delle trecciaiole, la laureanda Angela Maria Ferraro sul rapporto tra moda ed emancipazione femminile, lo storico Moreno Borselli ed Elena Aiazzi della segreteria Cgil Firenze.
“La storia delle trecciaiole - ha commentato l’assessora regionale Cristina Manetti - parla ancora al presente perché racconta il coraggio, la dignità del lavoro femminile e la capacità delle donne di trasformare una condizione di fragilità in una forza collettiva. Custodire questa memoria significa non solo rendere omaggio a quelle lavoratrici, ma anche trasmettere alle nuove generazioni il valore dell’emancipazione, della consapevolezza e dei diritti”.
“Nel mio intervento di trent’anni fa, in occasione del centenario dello sciopero delle trecciaiole – ha poi ricordato il sindaco Giampiero Fossi – mi soffermai soprattutto sul rapporto tra scuola e industria, sul tentativo forte di creare un legame tra studio e lavoro per elevare capacità manuali e professionalità. Oggi, dopo trent’anni e dopo tanti nuovi studi sulla storia della paglia e dell’impresa della paglia, credo emerga, con ancora più forza, un altro aspetto fondamentale: la presa di coscienza del proprio valore, del proprio saper fare”.
“Le nostre trecciaiole – ha proseguito Fossi – compresero perfettamente che il loro lavoro non poteva ridursi a un semplice gesto meccanico o a una condizione di pura sussistenza. C’era la volontà di andare oltre, di trasformare quel lavoro in uno strumento di promozione sociale. Una treccia veniva pagata pochissimo e lo sfruttamento era fortissimo, ma quelle donne riuscirono a non cadere nella trappola della rassegnazione. Sentivano il bisogno di crescita, avvertivano il sogno di una vita migliore”.
Il sindaco ha poi sottolineato come, proprio alla fine dell’Ottocento, “quel protagonismo femminile contribuì alla nascita di luoghi di cultura, di incontro e anche di una prima imprenditoria femminile. Fu una presa di coscienza collettiva: la consapevolezza che certe cose potevano essere realizzate e che nuove energie potevano emergere da una realtà che fino a quel momento era rimasta ai margini”.
Nel corso dell’incontro, la presidente dell’Associazione Museo della Paglia e dell’Intreccio Domenico Michelacci, Angelita Benelli, ha ripercorso anche il lavoro della commissione ministeriale istituita nel 1896 dal governo per comprendere le cause della crisi dell’industria della paglia, ricordando come da quell’indagine emerse un quadro segnato dalla concorrenza internazionale, dalla sovrapproduzione e dalla svalutazione del lavoro femminile.
“Fili di memoria, trame di futuro” rappresenta il primo appuntamento di un ampio calendario di eventi che nei prossimi mesi coinvolgerà il territorio della Piana fiorentina con mostre, incontri pubblici, spettacoli e approfondimenti storici dedicati alla memoria delle trecciaiole e al valore sociale, culturale e civile della loro lotta.
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Ultimo aggiornamento: 16 maggio 2026, 00:00