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Aperte stamani al Museo Civico della Paglia di Signa le celebrazioni sui 130 anni dello sciopero delle trecciaiole

Il sindaco Fossi “Il frumento racconta da sempre le radici, il lavoro e l’identità di Signa”

Data :

13 maggio 2026

Aperte stamani al Museo Civico della Paglia di Signa  le celebrazioni sui 130 anni dello sciopero delle trecciaiole
Municipium

Descrizione

Aperte stamani al Museo Civico della Paglia di Signa  le celebrazioni sui 130 anni dello sciopero delle trecciaiole 

Il sindaco Fossi “Il frumento racconta da sempre le radici, il lavoro e l’identità di Signa” 

Il frumento come simbolo di nutrimento, identità, memoria e comunità. È partito da qui il cartellone di iniziative dedicate ai 130 anni dello sciopero delle trecciaiole con l’incontro “Il frumento: nutrimento e meraviglia tra pane e intrecci”, svoltosi questa mattina al Museo Civico della Paglia di Sigba e promosso dall’Amministrazione comunale e dal Museo di Storia dell’Agricoltura MULSA.

Una mattinata partecipata che ha visto la presenza degli studenti dell’Istituto Beata Giovanna di Signa e che ha trasformato il tema del grano in un’occasione di riflessione collettiva sul rapporto tra agricoltura, alimentazione, tradizione artigianale e territorio.

Al centro dell’incontro il frumento raccontato nella sua doppia anima: da una parte alimento essenziale che diventa pane e sostentamento quotidiano, dall’altra materia prima della paglia intrecciata che ha reso Signa famosa nel mondo grazie al lavoro delle trecciaiole e alla produzione dei cappelli di paglia.

Nel corso della mattinata è intervenuto il dottore agronomo Gianfranco Pellegrini, che ha approfondito il valore del frumento non soltanto dal punto di vista agricolo ma anche sociale e comunitario, soffermandosi inoltre sul progetto che sta seguendo in Tanzania, nella regione di Sumbawanga.

«Il frumento non rappresenta soltanto una coltura agricola – ha spiegato Pellegrini – ma un elemento fondamentale di sviluppo sociale, autonomia alimentare e crescita delle comunità. Proprio per questo il progetto che stiamo portando avanti in Tanzania assume un significato particolarmente importante. In quell’area la coltivazione del grano è praticamente assente e stiamo valutando la possibilità di introdurre colture di grano duro che possano adattarsi alle condizioni climatiche locali. Non è solo una sfida produttiva, ma soprattutto formativa e culturale: capire se il frumento possa diventare uno strumento concreto di sviluppo e valorizzazione delle risorse del territorio».

Durante l’iniziativa è stato inoltre approfondito il progetto della farina “Made in Signa”, realizzata dall’azienda Fratelli Moretti Cereali e utilizzata dal Forno Cafissi per la produzione del pane servito quotidianamente nelle mense scolastiche dei comuni di Signa e Carmignano attraverso Qualità & Servizi.

Sono intervenuti anche Filippo Fossati, presidente di Qualità&Servizi, e Marco Gamannossi, direttore di produzione dell’azienda, che hanno illustrato il valore educativo e territoriale di una filiera corta capace di legare agricoltura locale, alimentazione scolastica e sostenibilità. Particolarmente apprezzato anche l’intervento di Antonio Ciappi, presidente di Slow Food Scandicci, che ha spiegato ai ragazzi l’importanza della filiera corta e della consapevolezza alimentare legata ai prodotti del territorio.

Nel suo intervento il sindaco di Signa Giampiero Fossi ha sottolineato l’importanza culturale e simbolica della mattinata.

“Questa iniziativa rappresenta perfettamente lo spirito delle celebrazioni dedicate ai 130 anni dello sciopero delle trecciaiole – ha dichiarato il sindaco – perché unisce memoria storica, agricoltura, educazione e identità del territorio. Il frumento racconta due anime profondamente legate a Signa: quella del pane, nutrimento quotidiano delle comunità, e quella della paglia intrecciata che ha costruito una parte fondamentale della nostra storia sociale ed economica. Coinvolgere oggi i ragazzi delle scuole significa trasmettere loro il valore delle radici, del lavoro e della consapevolezza alimentare”. 

Nel corso della mattinata si è svolto, infinex un collegamento con il Museo di Storia dell’Agricoltura Mulsa di Sant’Angelo Lodigiano attraverso gli interventi del presidente Osvaldo Failla e del direttore Luigi Mariani, che hanno approfondito il tema della storia del frumento, delle tecniche agricole e dell’evoluzione della cerealicoltura.

L’incontro si è concluso con una merenda offerta da Qualità&Servizi durante la quale studenti e partecipanti hanno potuto degustare il pane realizzato con la farina “Made in Signa”, simbolo concreto di una filiera locale capace di unire tradizione agricola, sostenibilità e comunità. 

Un modo per restituire così pienamente il senso della mattinata: raccontare come da un chicco di grano possano nascere insieme nutrimento, cultura e identità collettiva.

 

 

Ultimo aggiornamento: 13 maggio 2026, 19:06

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