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Signa ha celebrato l’82 anniversario della Liberazione

Il sindaco Fossi: “Libertà e democrazia non sono conquiste definitive”

Data :

4 settembre 2026

Signa ha celebrato l’82 anniversario della Liberazione
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Signa ha celebrato l’82° anniversario della Liberazione

Il sindaco Fossi: “Libertà e democrazia non sono conquiste definitive”

Una piazza della Repubblica partecipata ha fatto da cornice alle celebrazioni per l’82° anniversario della Liberazione di Signa, una serata dedicata al valore attuale della Resistenza, in un momento storico segnato da guerre, tensioni internazionali e nuovi interrogativi sulla tenuta dei valori democratici.

Le celebrazioni sono iniziate ieri con il concentramento in piazza Stazione e il corteo, accompagnato dalla fanfara dei Bersaglieri e dalla Filarmonica Giuseppe Verdi di Signa. Dopo la deposizione della corona d’alloro alla lapide di piazza Cavour e la benedizione del pievano di Signa, la cerimonia si è spostata in piazza della Repubblica per l’alzabandiera e gli interventi istituzionali. Relatrice ufficiale della serata è stata l’assessora regionale Cristina Manetti.

A richiamare il significato della Liberazione e della ricostruzione dell’Italia è stato il sindaco Giampiero Fossi. “Per chi aveva attraversato quegli anni, poter tornare al lavoro, riabbracciare la propria famiglia e ricostruire rappresentava qualcosa di straordinario. Ma mentre Signa ritrovava la libertà, una parte dell’Italia doveva ancora essere liberata e tanti signesi erano pronti a riprendere le armi, al fianco delle truppe alleate, per completare la liberazione della penisola. Io amo profondamente il nostro Tricolore perché rappresenta un segno fortissimo di libertà e di pace. Dopo la guerra un intero popolo seppe ricostruire qualcosa di nuovo, uno Stato nel quale pace, libertà e democrazia non fossero parole vuote. E oggi, accanto alla nostra bandiera, quella dell’Europa ci ricorda che quei valori hanno bisogno di essere difesi e costruiti ogni giorno”. 

Il presidente dell’Anpi di Signa Ferruccio Manzini ha sottolineato il peso che il 3 settembre continua ad avere nella storia cittadina. “È una data fondamentale nel percorso democratico di Signa, forse ancora troppo sottovalutata, e ogni anno la vivo con rinnovata emozione. Signa ha pagato un prezzo altissimo per riconquistare la libertà e penso anche alla partigiana Maria Camiciottoli e a tutti coloro che fecero la propria parte. Non a caso alla nostra città è stata conferita la Medaglia d’argento al merito civile. L’antifascismo non è una nostalgia del passato, ma una responsabilità democratica che continua nel tempo”. 

A chiudere gli interventi l’assessora Cristina Manetti, che ha legato il ricordo della Liberazione alle sfide del presente. “Davanti a una piazza così bella e partecipata mi sono chiesta quale fosse il senso più profondo del ricordo. E credo che ricordare non significhi soltanto guardare indietro: dentro la parola ricordo c’è il cuore. Dobbiamo tenere stretti libertà e democrazia, perché sono valori che sono costati la vita a tante persone e che oggi sono nuovamente messi a dura prova”. 

Manetti ha insistito soprattutto sulla necessità di consegnare questa memoria alle nuove generazioni: “I testimoni diretti stanno scomparendo e quindi spetta a noi trasmettere le loro storie ai ragazzi. È importante ricordare anche la Resistenza delle donne, le partigiane, il percorso che portò al voto femminile e tutte quelle donne che contribuirono alla conquista della libertà. I diritti non sono mai acquisiti definitivamente: devono essere conosciuti, custoditi e difesi”. 

Un messaggio che l’assessora regionale ha riportato anche all’attualità internazionale, richiamando le guerre in Ucraina e in Palestina: “Quello che accade intorno a noi ci dimostra quanto siano fragili conquiste che rischiamo di considerare scontate. Dobbiamo continuare sulla strada indicata dalla nostra Costituzione: quella di una Repubblica libera e democratica, capace di mettere al centro la dignità della persona, la pace e il valore della vita umana”.

L’82° anniversario della Liberazione è diventato così non soltanto un momento di commemorazione della storia signese, ma un richiamo al presente: ricordare chi riconquistò la libertà per comprendere quanto sia necessario continuare, anche oggi, a difenderla.

Ultimo aggiornamento: 4 settembre 2026, 13:53

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