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Al via le riprese del documentario “I Ragazzi del Villaggio”

Dedicato alla storia del Villaggio Scolastico Artigiano di Signa

Data :

23 febbraio 2026

Al via le riprese del documentario “I Ragazzi del Villaggio”
Municipium

Descrizione

Al via le riprese del documentario “I Ragazzi del Villaggio” dedicato alla storia del Villaggio Scolastico Artigiano di Signa

 

Sono ufficialmente iniziate le riprese de “I Ragazzi del Villaggio”, il nuovo documentario diretto dal regista fiorentino Federico Micali, dedicato alla straordinaria esperienza educativa del Villaggio Scolastico Artigiano, fondato nel 1945 a Signa dal Maestro Leopoldo Fantozzi.

 

Il progetto, promosso dall’Associazione Villaggio Scolastico Artigiano in collaborazione con il Comune di Signa, intende restituire memoria a un’esperienza educativa rivoluzionaria che, per oltre quarant’anni, ha accompagnato migliaia di ragazzi in difficoltà verso gli studi e l’ingresso nel mondo del lavoro, attraverso l’artigianato, l’inclusione sociale e una rete solidale costruita giorno dopo giorno.

 

L’iniziativa è stata presentata il 19 giugno scorso  presso il Museo Civico della Paglia, in occasione dell’80° anniversario della nascita dell’istituto. Durante la serata è stata lanciata una campagna di crowdfunding sulla piattaforma Produzioni dal Basso, con l’obiettivo di sostenere la produzione del film attraverso la partecipazione collettiva, nello stesso spirito collaborativo che caratterizzò la nascita del Villaggio.

 

Ad accompagnare il regista in questo percorso sono anche Margerita Micali, Carlotta e Camilla Fantozzi che stanno curando la raccolta delle testimonianze degli ex allievi.

 

“Le riprese sono in pieno svolgimento e stiamo raccogliendo testimonianze preziosissime degli ex allievi per ricostruire la storia del Villaggio, gli aneddoti, le esperienze vissute che nella documentazione ufficiale non si trovano - hanno detto - abbiamo intervistato per ora otto persone e procediamo secondo la disponibilità del budget: organizziamo una sessione di interviste circa ogni venti giorni e nel frattempo continuiamo a cercare risorse e contributi per raggiungere la soglia minima necessaria alla produzione, che non è stata ancora raggiunta. C’è però una disponibilità totale ed entusiasta da parte degli ex allievi: emergono racconti bellissimi, un senso di appartenenza fortissimo. Alla fine, ci dicono in molti, “non abbiamo mai smesso di essere ragazzi del Villaggio”. C’è un debito di gratitudine profondo: la vita vera per tanti è partita da lì”. 

 

Per poi aggiungere: “Il Villaggio, come istituzione, forse non ha ricevuto indietro tutto ciò che ha dato. Il Maestro Fantozzi non è mai stato legato a nessun partito politico, non ha mai avuto finanziamenti pubblici strutturati: ha sempre operato in massima libertà, faceva tanto e, proprio per questo, forse,  faceva anche un po’ paura”. 

 

Un progetto nato oramai diversi anni fa. “Il primo incontro con molti ex allievi è avvenuto nel 2017, a Villa Castelletti, in occasione dei trent’anni dalla scomparsa del nonno - hanno reso noto Camilla e Carlotta Fantozzi - da lì è partito un passaparola che ha coinvolto centinaia di persone. Oggi continuiamo a raccogliere adesioni grazie a questa rete spontanea. Stiamo intervistando soprattutto ex allievi, ma vorremmo coinvolgere anche insegnanti e figure che hanno aiutato il Villaggio nei suoi anni più intensi”. 

Nelle scorse settimane la prima intervista è stata realizzata a Ferruccio Ferragamo che, a distanza di tanti anni, conserva ancora ricordi vivissimi. La signora Wanda fu a lungo madrina del Villaggio e il legame con la famiglia Ferragamo testimonia quanto questa realtà fosse riconosciuta e stimata. 

“Molti ragazzi erano considerati privilegiati - hanno ammesso dalla famiglia Fantozzi - le aziende se li contendevano, il Maestro li accompagnava personalmente al lavoro, li inseriva nelle botteghe e nelle fabbriche. Questo ha cambiato il destino di tanti. Alcuni sono poi entrati in grandi realtà imprenditoriali, trovando il proprio posto nel mondo. Tutti riconoscono il valore di quest’esperienza. Accanto alle interviste, stiamo raccogliendo materiale d’archivio, con fotografie, video e documenti, per ricostruire anche i primissimi anni del Villaggio. Ci manca ancora la voce di chi ha vissuto quella fase iniziale, magari attraverso i figli e i familiari. Il Villaggio era una realtà partecipata: si cucinava insieme per le feste, fratelli e sorelle erano coinvolti, le famiglie contribuivano attivamente. Entro la fine dell’anno vorremmo concludere la fase delle interviste. Parliamo di una storia che ha incrociato la vita di oltre ventimila persone: un patrimonio umano immenso che merita di essere raccontato”. 

Un progetto sostenuto dall’Amministrazione comunale di Signa che sottolinea come il documentario rappresenti un’importante operazione di memoria collettiva e di valorizzazione di una delle esperienze educative più significative del territorio. Il Villaggio Scolastico Artigiano fu, prima di tutto, un modello di inclusione e formazione che ha lasciato un segno profondo nella comunità e nel tessuto produttivo. L’auspicio è che il docufilm possa contribuire a far conoscere alle nuove generazioni un’eredità fatta di solidarietà, artigianato e opportunità concrete

 

Ultimo aggiornamento: 23 febbraio 2026, 16:28

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