Descrizione
Prosegue il percorso di “Gimasa con noi”, il cartellone promosso dall’Amministrazione comunale di Signa per celebrare la rinascita della Gimasa come spazio culturale, luogo di incontro e laboratorio permanente di idee per la città.
La Sala Consiliare del Comune di Signa ha ospitato, ieri sera, l’incontro con Federico D’Annunzio, imprenditore nel settore dell’innovazione digitale, autore del libro “Habeas Corpus. Chi saremo nell’era dell’intelligenza artificiale” e pronipote del Vate, Gabriele D’Annunzio.
Nel corso della serata si è sviluppata una riflessione sul rapporto fra uomo e intelligenza artificiale, sui cambiamenti profondi prodotti dalla rivoluzione tecnologica e sulla necessità di preservare la centralità della persona nell’evoluzione digitale della società contemporanea.
Partendo dai temi affrontati nel volume, Federico D’Annunzio ha approfondito il concetto di “Corpo Esteso”, ovvero quell’insieme di dati, relazioni e identità digitali che oggi accompagnano ciascuno di noi ben oltre i confini fisici del corpo umano. Un tema che investe questioni sempre più centrali come la tutela dell’identità personale, la trasparenza delle tecnologie e la necessità di costruire nuove regole etiche e democratiche nell’era dell’intelligenza artificiale.
“L’intelligenza artificiale non sta semplicemente modificando gli strumenti che utilizziamo ogni giorno – ha dichiarato Federico D’Annunzio – ma sta cambiando il nostro modo di percepire il mondo, le relazioni e persino noi stessi. Oggi gran parte della nostra esistenza passa attraverso il digitale: dati sanitari, fiscali, economici, abitudini quotidiane, relazioni sociali. Per questo non possiamo limitarci a parlare di privacy. Dobbiamo iniziare a ragionare sulla tutela dell’integrità della persona nella sua interezza, compresa la sua dimensione digitale. La vera sfida del nostro tempo non è arrestare il progresso tecnologico, ma governarlo con consapevolezza, mantenendo saldo un principio fondamentale: la tecnologia deve restare al servizio dell’essere umano e mai sostituirsi alla sua libertà, alla sua coscienza e alla sua dignità”.
Nel suo intervento l’autore ha inoltre sottolineato la necessità di sviluppare un nuovo umanesimo capace di accompagnare l’innovazione tecnologica con strumenti culturali, etici e giuridici adeguati ai cambiamenti in corso.
Soddisfazione è stata espressa dal sindaco Giampiero Fossi, che ha evidenziato il valore culturale dell’iniziativa e la qualità del confronto sviluppatosi durante la serata.
“Quello di ieri è stato un incontro di grande spessore culturale e umano – ha dichiarato il sindaco Fossi – che ci ha permesso di affrontare uno dei temi più importanti e delicati del nostro tempo. L’intelligenza artificiale sta entrando rapidamente nella vita quotidiana delle persone, nelle istituzioni, nel lavoro, nella scuola e nei servizi pubblici. Per questo è fondamentale creare occasioni di confronto pubblico che aiutino le comunità a comprendere i cambiamenti in atto e a sviluppare strumenti critici per interpretarli”.
Il primo cittadino ha poi aggiunto: “Credo che oggi ci sia un forte bisogno di recuperare il valore dell’umanesimo, della cultura e del pensiero critico. Innovazione e tecnologia rappresentano opportunità straordinarie, ma devono sempre essere accompagnate da una riflessione profonda sulla persona, sui diritti e sulla dignità umana. Il messaggio emerso dall’incontro con Federico D’Annunzio è particolarmente importante: il futuro non può essere costruito soltanto sull’efficienza degli algoritmi, ma deve fondarsi sulla capacità delle comunità di mantenere centrale l’essere umano. È questa la grande sfida culturale che abbiamo davanti”.
L’iniziativa rientra nel programma di eventi organizzati dal Comune di Signa dal 14 al 24 maggio nell’ambito della rassegna “Gimasa con noi”.
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Ultimo aggiornamento: 19 maggio 2026, 12:44