Descrizione
Stamani si è tenuta l’inaugurazione con il taglio del nastro della mostra “Gregorio Prestia. L’artista e i suoi mondi. Viaggio attraverso la materia e le forme” al Museo Civico della Paglia di Signa, alla presenza di una folla numerosa di persone e di rappresentanti delle istituzioni del territorio. Con il sindaco di Signa Giampiero Fossi e la famiglia di Prestia con la figlia Angela e le nipoti Valentina, Camilla e Carlotta, erano presenti anche l’assessore di Poggio a Caiano Piero Baroncelli, il presidente del consiglio comunale di Montale Tiziano Pierucci e il consigliere comunale Alessio Ducci in rappresentanza dell’Amministrazione comunale di Lastra a Signa.
L’esposizione, in programma fino al 14 marzo prossimo, curata da Serena Becagli, è dedicata allo scultore calabrese Gregorio Prestia (1901-1979) e ne ripercorre il percorso umano e artistico. Il titolo richiama il viaggio compiuto in Argentina per la formazione accademica, ma soprattutto il viaggio interiore attraverso la materia e le forme che caratterizza tutta la sua produzione.
In mostra opere in marmo, terracotta, gesso e legno che spaziano dalle immagini sacre alle iconografie classiche, dal realismo dei ritratti fino ai soggetti legati alla quotidianità e al mondo del lavoro.
Un itinerario che racconta la capacità dell’artista di trasformare la materia grezza in racconto, figura e memoria, con una ricerca costante di bellezza e intensità espressiva.
“Il percorso espositivo - ha spiegato la curatrice Serena Becagli - restituisce anche il forte legame di Prestia con la sua terra d’origine, dove per oltre quarant’anni insegnò alla scuola d’arte di Vibo Valentia, instaurando un rapporto profondo con la comunità e lasciando numerose opere ancora oggi visibili in città. A Signa la sua presenza è legata alla scultura collocata all’ingresso del Villaggio Scolastico Artigiano, divenuta nel tempo un simbolo identitario del valore del lavoro manuale e della formazione”.
Al Museo della Paglia sono esposte anche opere inedite provenienti dalle collezioni della figlia e delle nipoti, presentate per la prima volta al pubblico. La mostra rinnova così il dialogo tra l’artista e la comunità, riportando al centro uno sguardo capace di rendere universale l’esperienza del lavoro, della memoria e dell’appartenenza
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Ultimo aggiornamento: 14 febbraio 2026, 15:21