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Dopo New York, è approdato al Museo civico della paglia il videodocumentario sul cappello di paglia di Signa
Il sindaco Giampiero Fossi: “Grazie a Toscana Promozione Turistica adesso il Museo della Paglia debutterà anche a Oslo in Norvegia”
Dopo l’eccezionale proiezione di New York durante l’incontro organizzato, lo scorso 16 giugno, da Toscana Promozione Turistica presso l'Istituto italiano di cultura, è stato presentato ieri a Signa il video-documentario “Il filo d’oro di Signa” commissionato dalla stessa Agenzia regionale.
La proiezione negli Usa faceva parte di una presentazione congiunta delle due destinazioni dal titolo “Tessere storie. Dal Leghorn al Jeans: un viaggio nell'artigianato femminile dalla Toscana a Genova”. Se la Liguria ha parlato della storia del Jeans, un tempo conosciuto come ‘Bleu de Gêne’, Signa e la Toscana hanno approfondito quella del Cappello di paglia, conosciuto in inglese come Leghorn, dal nome inglese del porto di Livorno da cui partivano le navi con i copricapi diretti oltre Oceano.
La presentazione del video si è tenuta al Museo civico della Paglia, presenti il sindaco Giampiero Fossi, il direttore di Toscana Promozione Turistica Francesco Tapinassi, la giornalista Clara Svanera, ideatrice del progetto e responsabile delle relazioni internazionali di Toscana Promozione Turistica e Angelita Benelli, presidente dell’associazione Museo della Paglia Domenico Michelacci.
“Negli ultimi mesi - ha spiegato il sindaco Fossi - la nostra Amministrazione Comunale, insieme all’Associazione Museo della Paglia e dell’intreccio guidata da Angelita Benelli, ha compiuto ogni sforzo per continuare a inserire la città di Signa, e il nostro Museo, in tutti i circuiti di promozione. Il video documentario realizzato da Toscana Promozione Turistica, che ringrazio sentitamente, esprime la nostra piena consapevolezza di quello che siamo e non di quello che siamo stati. L’intento, infatti, non è quello di celebrare i bei tempi antichi ma valorizzare il nostro presente e la nostra voglia di presentare una terra ricca, viva, armoniosa, ispirata dai grandi valori del lavoro e della bellezza. Accanto al Campanile di Giotto esiste un’altra Toscana di cui Signa fa parte pienamente e della quale dobbiamo essere sempre più orgogliosi”.
“Esiste una Toscana lontana dalle rotte turistiche più battute, fatta di storie, sapori, volti e paesaggi che meritano attenzione – ha poi sottolineato il direttore di Tpt Francesco Tapinassi – proprio per favorire una migliore distribuzione dei visitatori in tutta la regione abbiamo deciso da tempo di valorizzare e promuovere tutto il territorio regionale, mostrando come a distanza di pochi chilometri, in Toscana, vi sia un infinito giacimento artistico, culturale, storico e naturalistico. La nostra scelta, da tempo, è quella di comunicare e raccontare l’altra Toscana, mostrando a residenti, turisti e visitatori, qualcosa che non si aspettano. La presentazione del video-documentario dedicato ai cappelli di Paglia di Signa, avvenuta a New York, ha lasciato tutti senza parole, nessuno, infatti, si aspettava una storia così bella. Per questo dobbiamo compiere ogni sforzo per uscire dalle rotte consuete e trovare nuove narrazioni dei nostri territori che tanto hanno da offrire e da raccontare al mondo”.
A spiegare il video-documentario con la presenza di Grazia Frappi, è stata poi Clara Svanera, ideatrice del progetto e coordinatrice delle relazioni internazionali per Toscana Promozione Turistica: “La storia del Cappello di Paglia è un tributo all'ingegno artigianale e alla tenacia femminile - ha detto - per secoli, la paglia è stata il fulcro di un'economia domestica, un mestiere tramandato di madre in figlia. Le trecciaiole di Signa, con le loro dita agili e instancabili, intrecciavano la paglia con maestria ipnotica, creando capolavori di dedizione che sostentavano intere famiglie. Il video documentario realizzato racconta tutte queste eccellenze, ci consente di presentare una Toscana che può essere ammirata in altri modi, con diverse chiavi di narrazioni, presentando quella che viene considerata la Toscana Escondida. Per questo abbiamo cercato di creare un filo diretto tra Signa, Firenze e Livorno fino al di là dell’Oceano dove i cappelli sono indossati dalle donne del jet set internazionale”.
A concludere l’evento la presidente Angelita Benelli: “A distanza di trent’anni dalla costituzione della nostra associazione grazie all’interessamento di Toscana Promozione Turistica – ha chiosato - stiamo avendo, oggi, l’opportunità di mostrare il Museo davanti ad un pubblico internazionale. La nostra realtà parla di ciò che è stata ed è l’emancipazione femminile. I Cappelli di Paglia di Signa non sono solo un prodotto artigianale: rappresentano una storia di comunità, di ingegno femminile, di radici profonde nel territorio toscano, e al tempo stesso una capacità straordinaria di dialogare con la moda, il design e le nuove generazioni. La serata di ieri ha rappresentato un momento di condivisione, di scoperta e di riflessione, sull'importanza di tutelare e promuovere, le nostre eccellenze culturali e manifatturiere, che sono parte integrante del patrimonio identitario dell’Italia nel mondo. Ma ha anche rappresentato un appello a riconsiderare l’artigianato a ridare maggior valore al valore delle nostre mani così da non perdere la nostra identità. Un patrimonio di competenze, capaci di raccontare il genio di un territorio che ha fatto dell’intreccio una forma d’arte”.
Al termine dell’incontro l’ideatrice Clara Svanera ha infine annunciato che il video documentario “Il filo d’oro di Signa” sarà presentato anche all’istituto italiano di cultura di Olso, in Norvegia.
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Ultimo aggiornamento: 25 giugno 2025, 11:13